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Reclamo per Auto Nuova Difettosa – Come Fare

Indice

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  • Quando un’auto nuova può essere considerata difettosa
  • Garanzia legale e garanzia commerciale: non sono la stessa cosa
  • Prima di fare reclamo, raccogli le prove
  • Avvisa subito il venditore
  • Che cosa chiedere nel reclamo
  • Quando il difetto si ripresenta dopo la riparazione
  • Auto ferma in officina: chiedere un veicolo sostitutivo
  • Reclamo alla concessionaria e reclamo alla casa automobilistica
  • Come scrivere il reclamo in modo efficace
  • Un esempio di formulazione del reclamo
  • Se la concessionaria non risponde o minimizza
  • Finanziamento, rate e auto difettosa
  • Attenzione alla manutenzione e all’uso dell’auto
  • Quando chiedere una perizia tecnica
  • Errori da evitare nel reclamo
  • Conclusioni

Acquistare un’auto nuova dovrebbe essere un momento piacevole. Si firma il contratto, si attende la consegna, si ritira il veicolo lucido in concessionaria e si torna a casa con quella sensazione un po’ speciale da “macchina appena uscita”. Poi però qualcosa non va. Una spia si accende dopo pochi giorni, il cambio strattona, l’infotainment si blocca, il motore vibra, l’auto tira da un lato, entra acqua nell’abitacolo oppure compare un rumore che nessuno sa spiegare. A quel punto l’entusiasmo lascia spazio a una domanda molto concreta: come si fa reclamo per un’auto nuova difettosa?

La prima cosa da sapere è che non sei costretto a “tenertela così” solo perché l’auto è già stata immatricolata o consegnata. Se hai acquistato come consumatore, quindi per uso personale e non nell’ambito di un’attività professionale o d’impresa, hai la garanzia legale di conformità. Questa tutela riguarda il rapporto con il venditore, cioè di norma la concessionaria da cui hai comprato il veicolo. La garanzia del costruttore può aggiungersi, ma non sostituisce i tuoi diritti verso il venditore. Il reclamo va fatto con metodo. Telefonare più volte, discutere al banco accettazione o mandare messaggi vaghi può non bastare. Serve documentare il difetto, comunicarlo per iscritto, chiedere un rimedio preciso e conservare ogni prova. Sembra noioso? Un po’ lo è. Però, quando si parla di un bene costoso come un’auto nuova, la precisione fa la differenza tra una lamentela generica e una richiesta seria.

Quando un’auto nuova può essere considerata difettosa

Un’auto nuova può essere considerata difettosa quando non è conforme al contratto, all’uso normale di un veicolo dello stesso tipo o alle qualità promesse dal venditore o dal produttore. Non serve che l’auto sia completamente inutilizzabile. Anche un difetto ricorrente, un malfunzionamento elettronico, un problema meccanico, una finitura non corretta o un comportamento anomalo possono essere rilevanti, se incidono sull’uso, sulla sicurezza, sul valore o sulle caratteristiche che il veicolo dovrebbe avere.

Pensiamo a un’auto appena ritirata che consuma olio in modo anomalo, a un sistema ibrido che va spesso in errore, a sensori di sicurezza che non funzionano, a infiltrazioni d’acqua nel bagagliaio o a un climatizzatore fuori uso. Sono problemi diversi tra loro, ma hanno un punto in comune: l’auto non risponde alle aspettative normali per un veicolo nuovo.

Diverso è il caso di piccoli aspetti soggettivi o di caratteristiche note al momento dell’acquisto. Se un’auto ha un assetto rigido perché quel modello è progettato così, non si può automaticamente parlare di difetto. Se invece produce vibrazioni anomale, rumori metallici o perdite, allora il discorso cambia. La differenza sta tra caratteristica del modello e malfunzionamento.

Conta anche ciò che ti è stato promesso. Se hai acquistato una versione con una certa dotazione e quella dotazione manca o non funziona, il problema può essere un difetto di conformità. Lo stesso vale se il venditore ti ha garantito una caratteristica specifica che poi non trovi nell’auto consegnata.

Garanzia legale e garanzia commerciale: non sono la stessa cosa

Quando si parla di auto nuova difettosa, molti confondono garanzia legale e garanzia commerciale. La garanzia legale è prevista dalla legge e riguarda il venditore. Per i beni nuovi dura due anni dalla consegna e tutela il consumatore in caso di difetto di conformità. È una garanzia obbligatoria. Il venditore non può eliminarla, limitarla o scaricarla interamente sul costruttore.

La garanzia commerciale, invece, è quella offerta dal produttore o dal venditore con condizioni proprie. Può durare due, tre, cinque o più anni, può coprire certi componenti e non altri, può prevedere esclusioni, tagliandi obbligatori presso rete ufficiale e procedure specifiche. È utile, certo, ma non cancella la garanzia legale.

Questo punto è fondamentale perché spesso il cliente viene indirizzato subito all’officina autorizzata o al servizio clienti della casa automobilistica. Va bene coinvolgerli, ma il reclamo formale per difetto di conformità deve essere rivolto al venditore. Se hai comprato l’auto dalla concessionaria, è la concessionaria il tuo interlocutore principale per la garanzia legale. Poi sarà lei, eventualmente, a rapportarsi con il costruttore.

Una frase che si sente spesso è: “Deve vedere con la casa madre”. Non sempre è corretta. Tu puoi certamente contattare anche il marchio, soprattutto per aprire una pratica tecnica, ma non devi perdere di vista il soggetto che ti ha venduto l’auto. Il contratto di vendita lo hai concluso con lui.

Prima di fare reclamo, raccogli le prove

Prima di inviare un reclamo, raccogli tutto ciò che può dimostrare il problema. Non aspettare che il difetto venga negato per iniziare a documentarlo. Fallo subito. Conserva contratto di acquisto, fattura o ricevuta, documento di consegna, libretto di circolazione, manuale, preventivi, ordini di lavoro, ricevute dell’officina, email, messaggi e qualsiasi comunicazione con concessionaria e assistenza.

Se il difetto è visibile, scatta foto. Se è acustico o intermittente, registra un video, purché tu possa farlo in sicurezza. Non filmare mentre guidi in modo pericoloso. Meglio chiedere a un passeggero o registrare il problema a veicolo fermo, se possibile. Una spia accesa sul cruscotto, un messaggio di errore, una perdita, una guarnizione montata male o una portiera disallineata sono elementi che si possono documentare facilmente.

Annota le date. Quando hai ritirato l’auto? Quando è comparso il difetto? Quanti chilometri aveva? Quando hai avvisato la concessionaria? Quando sei andato in officina? Che cosa ti hanno risposto? Questo diario dei fatti è prezioso. Dopo settimane o mesi, la memoria diventa meno precisa. E nei reclami la precisione pesa.

Se l’auto è già stata portata in officina, chiedi sempre un documento scritto. Non accontentarti di “abbiamo controllato, tutto a posto” detto a voce. L’ordine di lavoro deve indicare il difetto segnalato, le verifiche eseguite, gli eventuali interventi e l’esito. Se il problema si ripresenta, potrai dimostrare che era già stato segnalato.

Avvisa subito il venditore

Quando scopri un difetto, comunica il problema al venditore il prima possibile. Anche se hai già telefonato, manda una comunicazione scritta. Può essere una PEC, una raccomandata con ricevuta di ritorno o, almeno in una prima fase, una email ordinaria ben formulata. La PEC o la raccomandata sono preferibili quando il problema è serio, quando l’auto è inutilizzabile, quando la concessionaria non risponde o quando vuoi fissare formalmente una data.

Nel reclamo devi indicare i tuoi dati, i dati del veicolo, la data di acquisto e consegna, il numero di targa o telaio, il difetto riscontrato, le circostanze in cui si manifesta e la richiesta che intendi avanzare. Non scrivere solo “l’auto non va bene”. Devi essere specifico. Una comunicazione chiara aiuta anche chi deve gestire la pratica.

Evita toni aggressivi. Capisco la frustrazione, soprattutto quando l’auto è nuova e magari stai già pagando le rate. Però un reclamo efficace è fermo, non urlato. Scrivi che il veicolo presenta un difetto di conformità, che chiedi l’intervento in garanzia legale e che vuoi una soluzione entro un termine ragionevole. Se l’auto non è sicura o non è utilizzabile, dillo chiaramente.

Non lasciare la gestione solo al telefono. Le telefonate possono essere utili per organizzare un appuntamento, ma non sostituiscono una contestazione scritta. Se dopo una chiamata ricevi indicazioni importanti, confermale via email. Una formula semplice come “come da telefonata odierna, confermo che…” può evitare molti equivoci.

Che cosa chiedere nel reclamo

Nel reclamo puoi chiedere il ripristino della conformità del veicolo, di solito tramite riparazione o sostituzione. La legge prevede prima questi rimedi, salvo casi in cui siano impossibili, sproporzionati o non realizzati in modo adeguato. Per un’auto nuova, la riparazione è spesso la prima strada seguita, soprattutto per difetti tecnici circoscritti. Però non deve diventare un pellegrinaggio infinito tra officina e concessionaria.

La riparazione deve essere senza spese per il consumatore. Questo significa che non dovresti pagare diagnosi, manodopera, ricambi o interventi necessari a risolvere il difetto di conformità. Se ti chiedono denaro per verificare un problema segnalato in garanzia, chiedi spiegazioni scritte prima di accettare.

La sostituzione dell’auto è un rimedio più impegnativo e non sempre pratico, ma può diventare rilevante se il difetto è grave, se il veicolo è strutturalmente non conforme o se ripararlo non è possibile. La riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto entrano in gioco quando riparazione o sostituzione non sono possibili, non sono state effettuate, sono state eseguite male o hanno creato notevoli disagi.

La risoluzione del contratto, cioè la restituzione dell’auto con rimborso secondo le condizioni applicabili, è il rimedio più drastico. Di solito richiede un difetto non lieve e una situazione seria. Non è realistico invocarla per un difetto minimo facilmente riparabile. Però, se l’auto nuova resta ferma ripetutamente, presenta guasti gravi o non viene riparata nonostante vari tentativi, la richiesta può diventare fondata.

Quando il difetto si ripresenta dopo la riparazione

Uno dei casi più frustranti è il difetto che torna. Porti l’auto in officina, ti dicono che hanno aggiornato il software, sostituito un sensore o fatto una regolazione. Per qualche giorno va bene, poi la stessa spia si riaccende. O lo stesso rumore ritorna. O il cambio ricomincia a strattonare. Qui bisogna evitare il circolo vizioso delle visite informali.

Ogni rientro in officina deve essere documentato. Chiedi che venga indicato che il difetto è lo stesso già segnalato. Se l’officina scrive ogni volta una descrizione diversa e generica, diventa più difficile dimostrare la continuità del problema. Tu devi mantenere un filo logico: stesso veicolo, stesso difetto o difetti collegati, più interventi non risolutivi.

Dopo uno o più tentativi falliti, il reclamo deve diventare più fermo. Puoi scrivere che il difetto persiste nonostante gli interventi eseguiti, che la situazione ti sta causando disagi e che chiedi una soluzione definitiva entro un termine preciso. Se l’auto è rimasta ferma molti giorni, indica anche le date di fermo. La privazione dell’uso del veicolo può avere peso, soprattutto se il mezzo ti serve per lavoro, famiglia o spostamenti essenziali.

Non accettare spiegazioni vaghe come “è normale” se il comportamento dell’auto non lo è. Chiedi una diagnosi scritta. Se il venditore sostiene che il difetto non esiste, può essere utile una perizia tecnica indipendente, specialmente nei casi di maggiore valore o quando si prospetta una controversia.

Auto ferma in officina: chiedere un veicolo sostitutivo

Quando un’auto nuova difettosa resta in officina, il problema non è solo tecnico. È anche pratico. Come vai al lavoro? Come accompagni i figli? Come gestisci appuntamenti, spese e impegni? In molti casi il veicolo sostitutivo dipende dalle condizioni della garanzia commerciale, dal contratto, dalla disponibilità della concessionaria o da servizi accessori acquistati. Non sempre è automatico.

Ciò non significa che tu debba subire in silenzio. Nel reclamo puoi chiedere espressamente un’auto sostitutiva se il fermo è significativo o se il difetto impedisce l’uso del veicolo. Se la concessionaria rifiuta, chiedi che lo faccia per iscritto. Anche questo elemento può essere utile per valutare i disagi subiti.

Se sei costretto a noleggiare un’auto o sostenere spese di trasporto a causa del difetto, conserva le ricevute. Non è detto che ogni spesa venga rimborsata automaticamente, ma senza documenti non potrai nemmeno provarla. Il principio è semplice: tutto ciò che vuoi eventualmente chiedere deve essere tracciabile.

Attenzione però a scelte sproporzionate. Se noleggi un’auto di categoria molto superiore senza necessità, potresti incontrare contestazioni. Meglio agire in modo ragionevole e documentato. Nei reclami, la ragionevolezza è una forza.

Reclamo alla concessionaria e reclamo alla casa automobilistica

Il reclamo principale va inviato al venditore, ma spesso conviene coinvolgere anche la casa automobilistica. Il costruttore può autorizzare interventi, fornire supporto tecnico, aprire campagne di richiamo, riconoscere problemi noti o intervenire tramite ispettori. Se il difetto è complesso, il supporto della casa madre può essere decisivo.

Puoi quindi inviare una comunicazione alla concessionaria e, in copia, al servizio clienti del marchio. Nel testo chiarisci che agisci per far valere la garanzia legale verso il venditore e chiedi anche l’intervento tecnico del costruttore. Questa impostazione evita di confondere i piani. Non stai rinunciando ai tuoi diritti verso la concessionaria, stai solo coinvolgendo chi può contribuire alla soluzione.

Quando parli con il servizio clienti del marchio, chiedi sempre il numero di pratica. Annotalo e inseriscilo nelle comunicazioni successive. Se ti promettono un ricontatto, segnati data e nome dell’operatore, se disponibile. Non serve trasformarsi in investigatori, ma una cronologia ordinata aiuta molto.

Se il produttore emette un richiamo o una campagna tecnica, verifica se il tuo veicolo rientra. Le campagne di richiamo riguardano spesso sicurezza o difetti rilevanti, mentre le campagne di servizio possono essere più discrete. La concessionaria può controllare tramite numero di telaio. Chiedi sempre conferma scritta dell’esito.

Come scrivere il reclamo in modo efficace

Un reclamo efficace deve essere chiaro, cronologico e documentato. Inizia indicando che hai acquistato un’auto nuova, specifica modello, targa o telaio, data di consegna e chilometraggio attuale. Poi descrivi il difetto in modo concreto. Non scrivere “l’auto è pessima”. Scrivi “dal giorno X, a circa Y chilometri, si accende la spia motore e il veicolo perde potenza in accelerazione”. È molto diverso.

Indica gli interventi già effettuati. Se l’auto è stata in officina, cita le date e allega gli ordini di lavoro. Se il problema si è ripresentato, dillo. Se l’auto è inutilizzabile o insicura, spiegalo senza esagerazioni. Le parole pesano. Meglio poche frasi precise che una pagina di rabbia.

Poi formula la richiesta. Puoi chiedere il ripristino della conformità senza spese, una riparazione definitiva, la sostituzione del veicolo nei casi più gravi, un veicolo sostitutivo durante il fermo, oppure, se ci sono i presupposti, la riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto. Dai un termine ragionevole per rispondere o fissare l’intervento. Non scrivere “immediatamente” se non c’è una reale urgenza, ma non lasciare nemmeno tempi indefiniti.

Chiudi indicando che, in mancanza di riscontro o soluzione, valuterai la tutela dei tuoi diritti nelle sedi competenti. È una formula ferma, non minacciosa. Allegare documenti, foto e video rende il reclamo più solido. Se invii via PEC, conserva ricevuta di accettazione e consegna. Se invii raccomandata, conserva ricevuta e copia del testo.

Un esempio di formulazione del reclamo

Puoi scrivere un reclamo con un tono semplice e formale. Non serve usare linguaggio da avvocato se non lo padroneggi. L’importante è che il contenuto sia completo. Una formulazione possibile potrebbe essere questa, da adattare al tuo caso concreto.

“Con la presente segnalo formalmente un difetto di conformità relativo al veicolo nuovo da me acquistato presso la vostra concessionaria, modello …, targa …, telaio …, consegnato in data …. A partire dal giorno …, con circa … chilometri percorsi, il veicolo ha manifestato il seguente problema: …. Il difetto si presenta nelle seguenti condizioni: …. In data … il veicolo è stato portato presso la vostra officina, come da ordine di lavoro allegato, ma il problema persiste. Chiedo pertanto il ripristino della conformità del veicolo, senza spese a mio carico, mediante intervento definitivo e risolutivo, nonché la comunicazione scritta delle verifiche tecniche effettuate. Considerato il disagio arrecato e l’impossibilità o difficoltà di utilizzo del mezzo, chiedo inoltre la messa a disposizione di un veicolo sostitutivo per il periodo di fermo. Resto in attesa di riscontro scritto entro … giorni dal ricevimento della presente.”

Questa non è una formula magica, ma una base utile. Va personalizzata. Se il difetto è grave, puoi rafforzare la richiesta. Se hai già fatto tre ingressi in officina, devi indicarlo. Se chiedi la sostituzione o la risoluzione, devi spiegare perché la riparazione non è stata sufficiente o perché il difetto incide in modo rilevante sull’uso del veicolo.

Se la concessionaria non risponde o minimizza

Può succedere che la concessionaria non risponda, prenda tempo o minimizzi il problema. “È normale”, “lo fanno tutte”, “deve aspettare un aggiornamento”, “non risultano errori in diagnosi”. Alcune risposte possono essere fondate. Altre sono solo modi per guadagnare tempo. La differenza si capisce dai fatti e dai documenti.

Se non ricevi risposta, invia un sollecito formale. Richiama la comunicazione precedente, allegala di nuovo e indica che il difetto persiste. Se l’auto è pericolosa o non utilizzabile, scrivilo chiaramente. Se la concessionaria sostiene che è tutto normale, chiedi una dichiarazione tecnica scritta. Non sempre la daranno, ma la richiesta mostra che non ti accontenti di frasi generiche.

Se il problema resta irrisolto, valuta l’assistenza di un’associazione consumatori, di un consulente tecnico o di un avvocato. Per un’auto nuova, soprattutto se il difetto è grave o il valore è elevato, una lettera professionale può sbloccare la situazione. Prima di arrivare alla causa, esistono spesso tentativi di composizione, mediazione, negoziazione assistita o procedure stragiudiziali, a seconda del caso.

Non aspettare troppo. Il tempo, nelle garanzie, conta. Anche se la garanzia legale dura due anni, è sempre meglio contestare il difetto appena lo scopri. Più passa il tempo, più il venditore potrebbe sostenere che il problema dipende dall’uso, dalla manutenzione o da fattori successivi alla consegna.

Finanziamento, rate e auto difettosa

Molte auto nuove vengono acquistate con finanziamento, leasing o formule con maxi rata finale. Se l’auto è difettosa, il pagamento delle rate crea ulteriore stress. Posso smettere di pagare? È una domanda comprensibile, ma la risposta richiede molta cautela. Sospendere unilateralmente le rate può generare segnalazioni, interessi, decadenza dal beneficio del termine o altri problemi con la finanziaria.

Prima di bloccare pagamenti, chiedi un parere legale. Bisogna capire se il finanziamento è collegato all’acquisto, quali clausole hai firmato e quale rimedio stai chiedendo. In alcuni casi possono esserci strumenti di tutela, ma non conviene agire d’impulso. Pagare un’auto difettosa è frustrante. Rovinarsi la posizione creditizia lo è ancora di più.

Nel reclamo puoi comunque indicare che stai sostenendo rate per un veicolo non conforme o non utilizzabile. Questo elemento rafforza la descrizione del disagio. Se la situazione porta a una richiesta di risoluzione del contratto di vendita, bisognerà coordinare anche gli effetti sul finanziamento.

Attenzione alla manutenzione e all’uso dell’auto

Mentre il reclamo è in corso, usa l’auto con prudenza e rispetta le indicazioni del costruttore. Se una spia rossa impone di fermarsi, fermati. Se il manuale dice di non proseguire, non proseguire. Continuare a usare un veicolo con un difetto grave può peggiorare il danno e offrire al venditore un argomento per contestare la tua condotta.

Rispetta i tagliandi e conserva le ricevute. Anche se l’auto è nuova, la manutenzione programmata può diventare rilevante, soprattutto se la controversia dura mesi. Usa ricambi e interventi compatibili con le indicazioni del costruttore. Non far mettere mano al veicolo da officine improvvisate prima di aver documentato il difetto con la rete ufficiale o con un tecnico qualificato, perché potresti complicare la prova.

Se l’auto è stata modificata, rimappata o accessoriata con componenti non originali, il venditore potrebbe contestare il collegamento tra modifica e difetto. Non significa che perdi ogni tutela, ma la situazione diventa più complessa. Per un’auto nuova difettosa, la linea migliore è mantenere tutto documentato e conforme.

Quando chiedere una perizia tecnica

La perizia tecnica può essere utile quando il difetto è contestato, intermittente, grave o economicamente rilevante. Un perito o un tecnico specializzato può analizzare il veicolo, descrivere il problema, valutare se è compatibile con un difetto originario e stimare eventuali conseguenze. Non serve per ogni piccolo problema, ma diventa importante se la concessionaria nega l’anomalia o se vuoi avviare una richiesta più incisiva.

La perizia deve essere seria, non un favore scritto da un amico meccanico in due righe. Deve indicare il veicolo, le verifiche effettuate, i sintomi, le possibili cause e le conclusioni. Nei casi più complessi, può essere opportuno coinvolgere un legale prima della perizia, così da impostarla in modo utile anche per una eventuale fase successiva.

Se il difetto riguarda sicurezza, sterzo, freni, batteria ad alta tensione, sistemi ADAS, airbag, motore o cambio, non sottovalutarlo. Meglio fermarsi prima che il problema diventi un incidente o un danno maggiore.

Errori da evitare nel reclamo

Il primo errore è aspettare. Molti sperano che il problema sparisca da solo o si limitano a parlarne al primo tagliando. Se il difetto compare subito, va segnalato subito. Il secondo errore è affidarsi solo alle telefonate. Senza una traccia scritta, diventa difficile dimostrare tempi e contenuto della contestazione.

Il terzo errore è accettare interventi ripetuti senza documenti. Ogni ingresso in officina deve lasciare una traccia. Il quarto è modificare l’auto o farla riparare altrove senza coordinarsi, quando il difetto è ancora oggetto di garanzia. Il quinto è usare toni offensivi o minacciosi. La fermezza funziona meglio della rabbia.

Un altro errore frequente è confondere venditore e produttore. Il produttore può aiutare, ma la garanzia legale si fa valere verso il venditore. Se scrivi solo alla casa madre e non alla concessionaria, potresti perdere tempo prezioso. Infine, non chiedere tutto e subito senza distinguere. Per un difetto riparabile, la richiesta iniziale più solida è spesso la riparazione definitiva senza spese. Per difetti gravi, ricorrenti o non risolti, la posizione può evolvere verso rimedi più incisivi.

Conclusioni

Fare reclamo per un’auto nuova difettosa richiede calma, documenti e comunicazioni scritte. Devi individuare il difetto, raccogliere prove, avvisare il venditore, chiedere il ripristino della conformità e conservare ogni documento dell’officina. Se il problema persiste, devi sollecitare formalmente, coinvolgere la casa automobilistica quando utile e valutare assistenza tecnica o legale.

Un’auto nuova deve essere conforme, sicura e utilizzabile secondo le normali aspettative. Un piccolo difetto può essere risolto con una riparazione rapida. Un problema grave o ripetuto, invece, merita una gestione più decisa. La chiave è non trasformare il reclamo in una serie di lamentele sparse. Scrivi, documenta, chiedi una soluzione precisa e mantieni una cronologia ordinata. Così la tua posizione sarà più forte. E anche se nessuno compra un’auto nuova pensando di dover fare un reclamo, sapere come muoversi ti permette di affrontare la situazione senza sentirti in balia di concessionaria, officina e call center. La macchina può avere un difetto. Il tuo reclamo, invece, deve essere costruito bene.

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Filed Under: Guida

About Roberto Marini

Roberto Marini è un blogger appassionato di casa, fai da te e giardino, che ha deciso di condividere le sue conoscenze e le sue esperienze con i lettori attraverso la scrittura di guide e tutorial. Il suo blog è un punto di riferimento per chi cerca consigli pratici su come affrontare i lavori domestici, ristrutturare la propria casa o gestire il proprio giardino.

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