Quando sul display dell’impianto compare “118” o “E118” in abbinata a un logo Baxi, la tentazione è pensare a un problema del termostato. In realtà, quel codice nasce nella caldaia e indica una condizione ben precisa: la pressione dell’acqua nel circuito di riscaldamento è scesa troppo, tanto da far intervenire la protezione che blocca l’apparecchio per evitare danni. È un allarme molto comune sulle caldaie moderne e, nella maggior parte dei casi, si risolve riportando il circuito al valore di pressione corretto e verificando che non ci siano perdite o aria intrappolata. Capire come funziona la logica dell’errore 118, che cosa guardare per prima cosa, come si ricarica l’impianto in sicurezza e quando ha senso chiamare un tecnico ti permette di tornare rapidamente al comfort senza tentativi a vuoto. La stessa documentazione Baxi definisce l’evento come “bassa pressione del circuito idraulico”, con soglie di intervento intorno a mezzo bar e indicazioni chiare sul ripristino tramite rubinetto di caricamento.
Che cos’è davvero l’errore 118 sulle caldaie Baxi
Nel linguaggio Baxi, l’“anomalia 118” segnala che il sensore di pressione di caldaia sta leggendo un valore troppo basso nel circuito dei radiatori. La macchina, per proteggersi, interrompe la produzione di calore perché con poca acqua non può circolare energia in modo corretto e rischierebbe surriscaldamenti locali. Non è una rottura dell’elettronica e non ha a che fare con il gas: è una semplice condizione di esercizio non sicura. I prospetti ufficiali dicono espressamente “Water pressure LOW (<0.5 bar)” o, nelle versioni italiane dei manuali, “bassa pressione del circuito idraulico”, invitando a intervenire con il caricamento fino al range raccomandato per l’uso domestico. In pratica, la caldaia sta chiedendo di aggiungere acqua nell’anello chiuso del riscaldamento.
Perché l’errore 118 sembra “un errore del termostato”
Nelle installazioni moderne, il cronotermostato comanda la richiesta di calore e mostra sul suo display lo stato dell’impianto. Se l’unità ambiente è intelligente o dialoga via bus, può replicare sullo schermo i codici provenienti dalla caldaia. È per questo che molti utenti dicono “sul termostato Baxi vedo 118”. Il codice non riguarda il collegamento radio, la batteria o la programmazione oraria: indica sempre e comunque che la caldaia sta lamentando poca pressione. Distinguere i piani è utile per non perdere tempo sulla parte sbagliata del sistema e concentrarsi sulla ricarica del circuito o sulla ricerca della causa della perdita di pressione. I riepiloghi tecnici e i manuali d’uso confermano la corrispondenza univoca tra 118 e bassa pressione.
Cosa controllare per prima cosa quando compare 118
Il primo sguardo va al manometro di caldaia o all’indicazione digitale della pressione se presente nel menu. In condizioni normali, a impianto freddo, molte installazioni domestiche lavorano bene intorno a 1,0–1,5 bar; scendendo verso lo zero la caldaia si mette in protezione e compare 118. Se il valore è effettivamente basso, la soluzione più probabile è il semplice ripristino tramite il rubinetto di caricamento. Se invece leggi una pressione apparentemente corretta ma l’errore resta, è possibile che il sensore stia sbagliando misura o che ci siano sacche d’aria che falsano la lettura; in questi casi la logica di caldaia resta comunque ferma fino al ripristino dei parametri. La tabella ufficiale degli errori e i manuali dei modelli Duo-tec e affini ribadiscono entrambe le condizioni: soglia di blocco per pressione bassa e sblocco dopo il caricamento.
Come si ripristina la pressione in sicurezza
Il ripristino consiste nell’aprire, per il tempo strettamente necessario, il rubinetto di caricamento che collega l’acqua di rete al circuito chiuso del riscaldamento, osservando il manometro finché ritorna nel campo verde o nella fascia consigliata del tuo modello. Alcune Baxi recenti hanno un dispositivo “easy-fill” interno azionabile senza utensili; impianti più datati usano un flessibile metallico esterno, il classico “filling loop” con una o due valvole. Le guide ufficiali Baxi e i manuali in italiano mostrano il principio in modo identico: aprire il caricamento, guardare l’indicazione di pressione, richiudere subito una volta raggiunto il valore target. Il gesto è semplice, ma richiede attenzione a non superare inutilmente la soglia perché pressioni troppo alte generano l’errore opposto (E117) e possono far aprire la valvola di sicurezza con scarico a pavimento.
Cosa succede dopo aver riportato la pressione nel range corretto
Una volta tornata la pressione, la caldaia esce automaticamente dal blocco o consente un reset manuale tramite tasto, a seconda del modello. Se l’impianto era molto scarico, è normale che circoli aria intrappolata nei radiatori: te ne accorgi perché alcuni elementi restano freddi in alto e caldi in basso o perché la caldaia fa rumori di gorgoglio. In questi casi è utile effettuare lo sfiato dei corpi scaldanti e, di conseguenza, integrare di nuovo un po’ d’acqua perché lo spurgo fa calare leggermente la pressione. Le note di esercizio Baxi richiamano proprio questa sequenza: ripristino, eventuale deareazione, controllo che la pressione resti stabile, ripartenza. Finché la macchina non “vede” un valore credibile, l’errore 118 rimane e il bruciatore non riprende.
Perché la pressione è scesa: cause tipiche e come riconoscerle
Nelle case con impianti in ordine, la pressione cala lentamente nel tempo per normali micro-dispersioni e per lo sfiato stagionale; si compensa una o due volte l’anno e basta. Se invece 118 ritorna spesso, c’è probabilmente una causa specifica. Le ipotesi più comuni sono piccole perdite su valvole e raccordi, un rubinetto di caricamento che non chiude perfettamente e lascia trafilare, una valvola di sicurezza che ha scaricato e non tiene più, oppure un vaso di espansione scarico che fa salire e scendere la pressione oltre i limiti durante i cicli caldo–freddo. In casi più rari è il sensore di pressione a inviare un valore errato pur con circuito a posto. Le risorse tecniche e i repertori di guasti ricorrenti Baxi descrivono questi scenari, ricordando che l’errore 118 è l’effetto e non la causa: ripristinare la pressione fa ripartire, ma se la perdita persiste il codice si ripresenterà.
Differenza tra errore 118 e altri blocchi simili
Non va confuso E118 con allarmi come E117, che riguarda la pressione troppo alta, o con codici legati al gas e alla fiamma come E133. Nel primo caso la macchina chiede di riportare il valore entro i limiti scaricando o intervenendo sulla causa dell’eccesso; nel secondo, l’attenzione si sposta sul combustibile o sull’accensione. Sapere che 118 è esclusivamente un tema idraulico aiuta a orientare l’intervento e a non inseguire false piste. I sommari dei codici Baxi pubblicati per il supporto tecnico riassumono chiaramente queste corrispondenze.
Quando il ripristino non basta e conviene chiamare un tecnico
Se dopo aver ricaricato correttamente l’impianto l’errore ricompare in poche ore o in pochi giorni, oppure se la pressione scende mentre noti gocce dai gruppi valvola, dai collettori o da uno scarico a pavimento, vuol dire che c’è una dispersione reale da individuare e sistemare. Allo stesso modo, se il manometro indica un valore corretto ma la caldaia insiste con 118, può essere il sensore a non leggere più bene o ad avere un connettore ossidato. Sono casi in cui l’occhio e gli strumenti di un installatore fanno la differenza, perché la soluzione non è aggiungere acqua all’infinito ma ripristinare le condizioni fisiche e funzionali che mantengono stabile la pressione di esercizio. Sia i manuali Baxi, sia le guide pratiche sul tema ricordano che il ripristino è un’operazione d’uso, mentre la ricerca guasto sui componenti è materia da professionista.
Buone pratiche per prevenire il ritorno dell’errore 118
Un impianto che lavora con la giusta pressione sopporta meglio gli sbalzi termici e distribuisce calore in modo uniforme. Vale la pena, a inizio stagione, verificare che il valore a freddo sia nel range raccomandato e annotare mentalmente la posizione dell’indice sul manometro; un colpo d’occhio ogni tanto consente di accorgersi per tempo di una tendenza al ribasso e intervenire con calma. Dopo interventi di manutenzione che richiedono spurgo o sostituzione di radiatori, è normale dover integrare acqua e ripetere lo sfiato a distanza di qualche giorno. Se la valvola di caricamento è esterna su flessibile, è buona norma controllare che le leve siano davvero chiuse e in posizione perpendicolare, evitando trafilamenti che in poche settimane fanno scendere la colonna. Le guide ufficiali su come “top up” la pressione mostrano anche come riconoscere il corretto campo sul manometro e ricordano di chiudere sempre il caricamento al termine.
Dubbi frequenti quando compare 118
Capita di chiedersi se l’errore possa riguardare l’acqua calda sanitaria: la risposta è no, perché 118 parla solo dell’anello di riscaldamento; l’acqua per rubinetti e docce usa un circuito separato in scambio e non ha un manometro che leggi a bordo macchina. Un altro dubbio riguarda la necessità del reset: su molti modelli basta riportare la pressione nel range e il blocco si toglie da solo, su altri si preme il tasto reset per far ripartire subito il ciclo. Un’ultima domanda ricorrente riguarda il valore “giusto”: i manuali indicano una soglia di sicurezza di intervento intorno a 0,5 bar e un funzionamento tipico domestico poco sopra 1 bar a impianto freddo; conviene comunque attenersi al riferimento del tuo pannello, soprattutto se il manometro ha una zona verde dedicata. Le fonti ufficiali e le note di assistenza riportano queste indicazioni in modo coerente.
Sicurezza, limiti del fai-da-te e buonsenso operativo
Ricaricare la pressione rientra nelle operazioni d’uso previste per l’utente e spiegate anche nei materiali Baxi, purché si agisca con calma, si osservi il manometro e si richiuda sempre il caricamento. Non va invece forzata una valvola bloccata né vanno eseguite manovre su componenti del circuito diversi dal rubinetto dedicato, perché il rischio è peggiorare una perdita o alterare tarature di sicurezza. Se non trovi il punto di caricamento o se il valore non sale nonostante l’acqua di rete sia presente, è meglio fermarsi e chiedere l’intervento di un installatore: potrebbe esserci una valvola di non ritorno guasta, un rubinetto di carico danneggiato o un vaso di espansione scarico che richiede pressurizzazione e verifica con manometro dedicato. Le stesse pagine di supporto Baxi ricordano che, se non ci si sente a proprio agio con la procedura, l’assistenza è a disposizione e l’operazione richiede pochi minuti con l’attrezzatura corretta.
Conclusioni
“Errore 118” su un impianto Baxi significa una cosa sola: la caldaia sta leggendo una pressione troppo bassa nel suo circuito di riscaldamento e, per prudenza, ha sospeso il funzionamento. La risoluzione tipica passa dal riportare la pressione nel range consigliato attraverso il rubinetto di caricamento, verificare che i radiatori non abbiano aria e accertarsi che il valore resti stabile nel tempo. Se l’allarme torna di frequente, non è il sistema a “sbagliarsi”, ma c’è quasi sempre una causa fisica da individuare, che va dall’impercettibile goccia su una valvola fino al vaso di espansione scarico o al sensore di pressione affaticato. Sapendo che 118 è un tema idraulico e non riguarda il termostato o il gas, e seguendo le indicazioni di caricamento descritte anche nelle guide ufficiali Baxi, si rientra nella normalità in modo ordinato. Quando la pressione sale al valore giusto, l’errore si cancella e la caldaia riprende a lavorare; quando non succede, l’aiuto di un professionista evita tentativi alla cieca e restituisce affidabilità all’impianto per tutta la stagione.